CITTA' DI CONEGLIANO

Città del Cima, culla del Prosecco superiore

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Ex convento di San Francesco



Un ruolo importante nell’assistenza e nella crescita economica della città, l’ebbero certamente i numerosi ordini religiosi, sorti in Conegliano a partire dal XI secolo.

Tra questi emergono i frati minori di San Francesco la cui presenza risale agli inizi del Duecento.
Capitello cinquecentesco nel chiostro "interiore" col pozzale nello sfondo

Dalle origini ...

Stabilitisi dapprima sul colle denominato, successivamente, di S. Biagio posto fuori delle mura della Castagnera, furono costretti, dalle devastazioni ed angherie di bande armate, a cercare una sistemazione protetta dentro la cinta muraria cittadina. Per questo nel 1372 i frati chiesero (ed ottennero) al Papa Gregorio XI di trasferirsi entro le mura.

Demolito il vecchio convento di San Biagio (1407) affinché non potesse essere di rifugio agli invasori Ungari, sorse, tra Borgo e Castello, S. Francesco Nuovo o “di dentro”, eretto su una "petia terrae" donata ai frati nel 1288 dalle monache di S. Maria di Mater Domini.

Ultimato nel 1411, nella prima metà del Settecento raggiunse la sua massima espansione dopo che ulteriori fasi di costruzione e di decorazione si erano protratte nel Rinascimento e nei secoli successivi. Infatti comprendeva: due chiostri contigui, dotati di pozzo, una grande chiesa a navata unica con ben nove Pale d’Altare e un’abside sovrastante la Madonna della Neve; una nuova ala, costruita nel 1708, come noviziato; un ampio brolo sul lato nord.

Inoltre, come attesta un documento del 1451, possedeva una ricca biblioteca fornita di ben 127 codici, opere scientifiche, qualche testo giuridico e di autori latini, valido supporto all’insegnamento di predicatori e confessori in conformità al fine francescano dell’apostolato.
San Bonaventura, affresco restaurato nella foresteria

. alla soppressione

Con l’arrivo di Francesi ed Austriaci iniziò anche per il convento, sede fino alla rivoluzione francese del tribunale dell’inquisizione della diocesi di Ceneda, il periodo della decadenza a cui contribuirono le varie destinazioni a caserma ed ospedale. Nel 1806, per decreto napoleonico, il convento fu soppresso e i frati furono costretti a trasferirsi a Padova. Ma l’evento più tragico avvenne nel 1812, quando vennero demoliti la chiesa ed il chiostro orientale.

Dal 1858 al 1870, forse su richiesta del Comune di Conegliano, il complesso fu trasformato in ospedale e dal 1871 parte di esso fu adibito a Casa di Ricovero e poi a caserma. Infine dal 1894 fu destinato ad ospitare le scuole (elementari e medie), funzione che manterrà fino al restauro, iniziato per l’occasione del Giubileo del 2000.
Interno del chiostro prima del restauro

Il monumento ritrovato

Ridare vita ad un complesso monumentale non è stata impresa facile soprattutto per ritrovare la vocazione originaria di spazio di una comunità umana, non mistica ma evangelica, aperta alla città e al territorio. La missione dei frati francescani era la stessa di oggi, offrire e creare cultura, formare lo spirito e la mente, “alta funzione” sempre di grande incidenza sociale.

Dalla soppressione del convento, gli spazi degradati e aggrediti hanno dovuto attendere fino ad oggi per riaccendere la loro atmosfera, per aprirsi con la loro semplice ma elegante veste ad accogliere, un tempo viandanti e bisognosi, e oggi studenti e ricercatori, attratti dalla ricca offerta formativa costruita da Fondazione Cassamarca per i MasterCampus.

Il "campus" di formazione postlaurea, progettato per far raggiungere ai partecipanti ammessi ai corsi master l’eccellenza nel settore dell’enologia e nelle discipline dell’Area Cooperazione per lo Sviluppo, fonda sulle più aggiornate tecnologie informatiche e di comunicazione la propria struttura didattica. Grazie all’attento e accurato restauro l’ex convento ha potuto proporsi sia come ben attrezzata e prestigiosa sede dei corsi, sia come accogliente luogo di studio e di soggiorno.

La sequenza degli ambienti e la loro destinazione d’uso sembrano quasi ricalcare l’articolazione funzionale che doveva avere il convento quando era abitato dai frati: al piano terra l’accoglienza dei corsisti avviene nell’ala dell’antica foresteria attraversando l’atrio dalle volte a crociera, le aule con gli spazi di incontro si trovano nelle ali a sud e a ovest, dove i francescani avevano la loro scuola, elevata a "studium generale" sin dal 1488, mentre il portico e il grande cortile con il pozzo (un tempo "viridarium", selciato solo nel 1718), sono ancora capaci di ispirare momenti di riflessione, di dare attimi di silenzio ristoratore. L’ala settecentesca più esterna a ovest, un tempo occupata dai novizi, ospita i "nuovi" corsisti con il servizio di mensa, una sala relax e una grande aula per le sessioni collettive.

Al primo piano l’anello del loggiato chiuso nel primo Settecento diventa ideale spazio di studio, mentre la grande sala del Tribunale dell’Inquisizione (detta Camera dell’Officio) è oggi occupata dall’aula magna, vicina all’atrio affrescato che la divide dalla stanza un tempo abitata dal padre inquisitore.

Le "camere nuove" costruite tra il XVII e il XVIII secolo nell’ala ovest oggi sono studi e studioli per i docenti. Dai tre cameroni ad uso della foresteria, dai dormitori sotto tetto ("maggiore", "nuovo", "oscuro" forse perché privo degli oculi) un tempo interdetti alle donne pena la scomunica, si sono ricavate ben 45 stanze per il soggiorno di corsisti e docenti.
Veduta attuale con spaccato sul cortile interno
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