CITTA' DI CONEGLIANO

Città del Cima, culla del Prosecco superiore

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Gianbattista Cima



La fama di Conegliano, è legata anche al nome del pittore Giambattista Cima, al quale ha dato i natali nel 1459/60. Egli è esponente di quel magico periodo dell’arte pittorica italiana del Rinascimento. Ancor oggi risulta difficile ricostruire con esattezza la vita dell’artista, la cui data di nascita è incerta.


S. Elena, fine sec. XV, Washington, National Gallery of Art, particolare con le mura del borgo di Conegliano

L'attività artistica

L’ipotesi più attendibile sulla formazione del Cima è quella di un iniziale apprendistato svolto a Conegliano (che negli anni della giovinezza del Cima conosce un periodo di grande fervore artistico), prima del suo trasferimento a Venezia. Ma è lecito supporre che, dopo aver appreso la tecnica del dipinto, il suo talento lo abbia spinto, probabilmente ne­gli anni 1487-1488, nella città lagunare, la cui scuola pittorica risentiva molto dell’influsso della vicina Padova e dell’opera di Antonello da Messina. In questo ambiente si formarono artisti quali Giovanni Bellini, i Vivarini e Vittore Carpaccio.

La scuola veneziana è caratterizzata principalmente dall’interesse per il colore e per la luce, evidente richiamo alla pittura di Piero della Francesca e di Antonello. L’arte del Cima risente di questo influsso, in particolare delle opere del Bellini, suo grande maestro. Ben presto il Cima aprì a Venezia una bottega propria, mettendo a frutto l’esperienza maturata.

Anche la conclusione della vita del pittore è circondata dall’incertezza: sembra infatti essere morto nel 1517-1518 a Venezia o forse nella città natia, dove si sarebbe trasferito per trascorrere i mesi estivi.


S. Lanfranco di Pavia in trono tra S. Giovanni Battista e un santo crocifero, 1514 ca., Cambridge, Fitzwilliam Museum. Particolare con sullo sfondo il castello di S. Salvatore a Susegana


Il paesaggio

NeI 1674 il Boschini scriveva a proposito di Cima da Conegliano:

"... E questo haveva per impresa di porre quasi in tutte le sue opere, in distanza, l’aspetto di Conegliano, sua Patria; che è un delizioso Monticello, il che serve anco pe distinguerlo con tal rimarca da gli altri Auttori di questi tempi".

Nonostante il nostro pittore abbia svolto la sua attività artistica interamente a Venezia, egli rimase sempre molto legato a Conegliano, per cui l’eco dei suoi luoghi natali trova un riflesso costante nelle sue opere.

I dipinti, a soggetto sacro, sono immersi in una ambientazione paesaggistica che diventa a volte quasi protagonista della rappresentazione. Il paesaggio nasce dal ricordo dell’artista, che spesso accosta elementi naturalistici ed architettonici ben riconoscibili, creando un’immagine tra sogno e realtà in stretta simbiosi con i personaggi.

L’ambiente è in alcune opere composto da montagne, borghi, castelli, chiese e cinte murarie di natura fantasiosa. In altri casi gli elementi paesaggistici sono chiaramente identificabili.

In almeno 24 dipinti si riconoscono sullo sfondo zone del territorio coneglianese: si tratta a volte del castello di Conegliano con l’antica chiesa di S. Leonardo o di quelli di San Salvatore, a Susegana, e di Collalto; l’ambiente naturale si ispira spesso alle dolci colline coneglianesi o alla valle del Piave.

Questi riferimenti in alcuni casi compaiono accostati liberamente in una stessa opera. Il paesaggio di Cima diviene quindi visione realistica e testimonianza documentaria della struttura della città di Conegliano tra il XV e il XVI secolo.


Annunciazione, 1500 ca., San Pietroburgo, Hermitage. Particolare, sullo sfondo il paesaggio coneglianese

Le Madonne

L’arte di Giambattista Cima si è espressa prevalentemente nella realizzazione di opere a soggetto religioso, nelle quali egli occupò una posizione di primo piano nel panorama artistico della Venezia del tempo.

Per committenza ecclesiastica egli eseguì grandi pale d’altare e polittici, mentre per privati realizzò una ricca produzione di dipinti di piccole dimensioni, sempre di soggetto sacro e devozionale.

Si tratta in genere di raffigurazioni che ripetono uno stesso schema compositivo: Madonna col Bambino ritratta a mezzo busto, accompagnata o meno da una coppia di santi.

La fama e la notorietà del Cima sono legate a queste figure di Madonna dolcissime e, allo stesso tempo, solenni e maestose.


Madonna col Bambino tra San Geremia e S. Giovanni Battista, 1495 ca., National Gallery of Art Washington.

Le opere del Cima

Non è oggi conosciuto nessun dipinto del periodo dell’apprendistato di Cima (fino al 1487) mentre, tra le opere del periodo giovanile (1487/88-1500), molte si trovano negli Stati Uniti o in Europa. Da ricordare: la Sant’Elena (National Gallery of Art di Washington) ricca di particolari architettonici, tra cui sono rico­noscibili le torri di Coderta e di Castelvecchio; la Madonna col Bambino (National Gallery di Londra) che ritrae le colline e i castelli di Conegliano e Susegana.

Tra le opere conservate in Italia, si possono annoverare: i Polittici di Olera (Bergamo) e di Miglionico (Matera); la Sacra Conversazione del Museo Civico di Vicenza e quella della Pinacoteca di Brera a Milano; i dipinti (oggi a Venezia) di San Giovanni Battista tra San Pietro, San Marco, San Girolamo e San Paolo, il Battesimo di Gesù e il capolavoro della Madonna dell’arancio, con lo sfondo del castello di S. Salvatore a Susegana; infine la Sacra Conversazione del Duomo (unica tela del pittore nella città natale) e il Polittico che appartiene al periodo della maturità (1500-1513), della chiesa parrocchiale di San Fior. A questi anni risale anche la Madonna col Bambino tra S. Michele Arcangelo e Sant’Andrea, presso la Galleria Nazionale di Parma.


S. Elena, fine sec. XV, Washington, National Gallery of Art. Particolare


Casa Cima

Uno degli edifici che abbelliscono quella che un tempo era la Ruga inferiore o Saran (ora Via GB. Cima) è la casa natale del pittore. Identificata da due studiosi del pittore, Botteon e Aliprandi, attraverso il rinvenimento di documenti del 1516 e 1578, fu per anni lasciata in abbandono.

Si deve al mecenatismo di Camillo Vazzoler se la casa non solo è stata riportata alle antiche strutture, ma ha permesso il recupero di un importante tassello dì storia della città. Durante il restauro nelle fondazioni, è riaffiorata un’interessante stratigrafia con frammenti ceramici dell’età del Bronzo recente (XIV-XIII sec. a.C.), ritrovamento che ha aperto la via a nuove ipotesi sull’origine della città; inoltre sulle pareti sono state scoperte delle date tra cui una "1492 adì 9 otubrio", si riferisce a tre giorni prima della scoperta dell’America.

Attualmente la casa, oltre ad ospitare le riproduzioni dei quadri del pittore e un piccolo mu­seo archeologico (con olle, tazze carenate e dolii rinvenuti durante il restauro), è sede della Fondazione Cima, che promuove conferenze e studi sull’artista.


Interno di Casa Cima - Via G. B. Cima - Conegliano.




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