CITTA' DI CONEGLIANO

Città del Cima, culla del Prosecco superiore

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La presenza Ebraica



La storia della Comunità ebraica, presente in città già alla fine del ‘300, si intreccia con le vicende socio-economiche di un territorio costantemente afflitto da carestie, pestilenze, invasioni e guerre che imponevano agli abitanti gravi problemi di sopravvivenza. Da qui la necessità di istituire, anche a Conegliano, banchi di prestito gestiti da ebrei (1380) a tassi fissi e stabiliti dalle autorità.
In cambio dì questo servizio precluso ai cristiani, era consentito agli ebrei "vegnir co le so famegie ad abitar e star a Conegian" e stabilirsi liberamente.

All’inizio comunque abitano per lo più in case al di fuori della cinta muraria, poi, dal 1629 in ottemperanza alle disposizioni di Venezia, si obbli­garono gli ebrei ad "abitar uniti nel Siletto" (attuale Via Beato Ongaro) all’interno di Porta Monticano. Qui, in casa dei Grassini, stabilirono la loro Casa delle Riunioni. Tuttavia solo nel 1675 sono di fatto costretti a stabilirsi in un luogo coatto: la contrada Ruio (attuale Via Caronelli) strada al di fuori della cinta muraria.

Il ghetto ha una Sinagoga, ultimata nel 1701, una Scuola Talmudica, dove venivano istruiti i futuri rabbini, le abitazioni delle circa 14 famiglie ebree residenti allora in città e i loro negozi: di strazér (straccivendolo), dolzér (pasticcere) e bechér (macellaio) per citare alcune delle attivi­tà loro consentite.

Dal '600 agli ebrei fu consen­tito l’esercizio di attività più redditizie quali la lavorazione della seta, la produzione di stoffe e infine di partecipare all’amministrazione della città. Nell’800 abbandonarono il vecchio ghetto e le famiglie più facoltose si stabilirono in sontuose abitazioni in Via Cavour e Marco Grassini venne eletto sindaco di Conegliano.

Ciò nonostante la comunità ebraica cominciò ad assottigliarsi poiché molti si trasferirono a Venezia e a Padova. L’atteggiamento dei Coneglianesi nei riguardi degli ebrei fu in generale tollerante, anche se non mancarono momenti di ostilità, pregiudizi e richieste a Venezia di espulsione, mai però attuate.
La Sinagoga di Conegliano

Ciò che resta del ghetto

Attualmente delle strutture del ghetto non resta più nulla se si esclude la lapide ricordo inaugurata nel '97 alla presenza del rabbino Toaf.

Tuttavia a Gerusalemme è ancora possibile vedere la Sinagoga di Conegliano ricostruita con gli arredi trasportati lì nel 1954 e tuttora funzionante come Sinagoga di rito italiano.

Visita il sito della Sinagoga di Conegliano a Gerusalemme ... visita


Interno della Sinagoga di Conegliano ricostruita a Gerusalemme


Il cimitero ebraico

Uno dei luoghi più suggestivi e panoramici, dopo il castello, è senza dubbio il cimitero ebraico, sorto nel 1545 sul colle detto del “Cabalan”.

L’area cimiteriale di Viale Gorizia è praticata fino al 1882-84 circa, quando, in seguito ad una di­sposizione comunale, si decide di riunire tutti i cimiteri cittadini in località S. Giuseppe, assegnando agli ebrei un’area al di fuori del cimitero cristiano. Questo comportò l’abbandono (1886) e il successivo degrado dell’antico cimitero ebraico, recentemente recuperato dal gruppo archeologico coneglianese su incarico della Comunità ebraica di Venezia.

Le lapidi individuate sono circa 130, la maggior parte orientate verso est, in direzione di Gerusalemme; sono in pietra arenaria o calcarea, a seconda della consistenza economica della fami­glia, con strutture e decorazioni a cartiglio fo­gliato, a finte colonne o squadrate semplicemen­te secondo l’uso del tempo.

Le epigrafi, scritte per lo più in ebraico riportano citazioni della Bibbia. Sulle lapidi le varie fami­glie sono contraddistinte da stemmi simbolici: lo scoiattolo si riferisce alla famiglia Goneian o Conian, che ebbe tra i suoi discendenti anche Emanuele Conegliano, convertito a nome Lorenzo Da Ponte, librettista di Mozart; il gallo con luna, stelle e spiga ai Luzzato; la torre con due leoni rampanti ai Grassini.

L’area servì anche come luogo di sepoltura della Comunità di Vittorio Veneto fino a quando questa ne fu sprovvista.


Alcune lapidi della parte alta del cimitero
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