inizio pubblicazione: 16-10-2014
fine pubblicazione: 20-10-2020
Chiesetta della Madonna delle Grazie
ufficio:  SERVIZIO CULTURA  pubblicazione

La chiesetta della Madonna delle Grazie, costruita nel 1774 sul luogo dove vi era il Convento dei Padri Riformati di S. Francesco, soppresso dalla Repubblica di Venezia; all'interno una bella pala di Francesco Beccaruzzi (sec. XVI) raffigura la Vergine in trono col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Francesco.

Il complesso antico della Madonna delle Grazie iniziò a raccogliersi nel Quattrocento intorno a una comunità di monaci giunti a Conegliano da Venezia, che edificarono la prima chiesa (1471) e il convento dalla Madonna delle Grazie; nel 1530 vi si insediarono i Padri Minori Riformati, che vi rimarranno fino al secondo Settecento, quando il convento viene soppresso, la grande chiesa abbattuta e il patrimonio artistico (circa nove pale d'altare, tra le quali una del Beccaruzzi, nonché degli affreschi) disperso.

In seguito a ciò, nel 1774 ebbero inizio i lavori di costruzione di un luogo sacro che sostituisse quello appena demolito, ossia l'attuale vecchia chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie.

Edificio sacro di dimensioni medio-piccole, la chiesa si trova incastonata tra un moderno edificio e un vecchio borgo all'imbocco di via Carpenè. La facciata dell'edificio è a capanna e neoclassica: si mostra con in alto un frontone nel quale è inscritto un rosone; da qui quattro lesene partono, tripartendo la facciata. Le due sezioni laterali sono aperte da due monofore timpanate, la parte centrale dal portale, anch'esso timpanato, sopra al quale è posta, all'interno di una nicchia, la statua della Madonna, patrona della chiesa.

All'interno, a una navata, si ammira la pala del Beccaruzzi (attribuita) che era conservata nella chiesa precedente: Madonna con Bambino in trono tra i Santi Giovanni Battista e Francesco. La raffigurazione presenta centralmente la Madonna in tradizionali drappi blu e rossi, mentre, seduta in trono, regge con la mano sinistra il Bambin Gesù, in piedi sulle sue ginocchia e rivolto verso San Francesco, in contemplazione sulla destra del quadro; a sinistra trova spazio Giovanni Battista, indicante con la mano destra Gesù; ai piedi del trono sta seduto un angelo con liuto; il tutto nel contesto di architetture classiche dietro le quali si apre uno squarcio di cielo azzurro. Altre due tele della chiesa preesistente hanno ritrovato luogo in quella settecentesca, dove sono disposte nei due altari laterali. Si tratta di un'opera di anonimo rappresentante Tiziano che riceve alcuni personaggi e di un'opera di Bernardino di Asola (attribuita) con San Bernardino da Siena tra Angelo Raffaele con Tobia e San Gerolamo (XVI secolo).



La pala cinquecentesca del Beccaruzzi


Localizzazione geografica