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TITOLO I - GENERALITÀ Articolo 1 - Finalità del Piano Regolatore Generale Il Comune di Conegliano, consapevole che la struttura urbanistica della Città ed il modo d'uso del suo territorio sono determinanti per la vita dell'uomo e della comunità in cui vive, ispira la propria attività urbanistica, coerentemente al quadro normativo vigente ed al suo statuto, alle seguenti finalità: a) rispetto della struttura consolidata, e del ruolo di polo urbano che la città si è dato attraverso i secoli; b) conservazione, recupero e valorizzazione dei luoghi, degli edifici, dei monumenti storici ed artistici; difesa del paesaggio coneglianese, in particolare
delle colline, di cui va favorita la fruibilità; Le politiche urbanistiche comunali devono essere pertanto volte a: - contenere i processi di consumo di territorio adottando modelli di localizzazione e tipologie edilizie adeguate, nonché incentivando il recupero e riuso di aree dismesse ed edifici esistenti; - salvaguardare i territori destinati all'attività agricola da compromissioni non necessarie; - salvaguardare le risorse storiche, culturali, naturali e ambientali; - favorire il risanamento dell'ambiente e della qualità urbana anche con decentramento di attività dalle aree congestionate. Articolo 2 - Elaborati Ai sensi della L.R. 27.6.1985, n. 61, il P.R.G.,
redatto su previsione decennale, sviluppa le direttive della pianificazione
di livello regionale, recependone automaticamente le prescrizioni ed i
vincoli e disciplinando autonomamente i contenuti esclusivi del proprio
livello. 1. Elaborati dello stato di fatto comprendenti: a. Relazione, che - sulla base dei rilevamenti statistici e cartografici, degli studi generali e di settore riportati negli "allegati" e ripartiti per porzioni di territorio significative, denominate macrozone, e zone censuarie - contiene le analisi per ciascuno dei sistemi di cui al successivo art. 3, sia nell'ambito delle aree urbane che extra urbane; b. Cartografie dell'intero territorio comunale, rilevanti i contenuti dell'art. 10 della L.R. 61/85, secondo lo schema ed i criteri contenuti nella D.G.R.V n. 2705 del 24 maggio 1983: Tav. 1.1 ambiti amministrativi sovracomunali a. Relazione che illustra, per ciascuno dei sistemi e delle aree omogenee, gli obiettivi dell'azione pubblica e privata per la tutela, la trasformazione e l'uso del territorio; contiene i criteri per il soddisfacimento dei fabbisogni; definisce le caratteristiche delle aree da sottoporre a particolare disciplina, da comprendere entro perimetrazioni di comparto o da assoggettare a Piani di area, Piani attuativi, Piani di settore o altri strumenti di intervento, disciplinati dalle norme vigenti in materia; b. Cartografie di progetto dell'intero territorio comunale che riportano, alla scala sotto indicata, le scelte e le politiche attinenti le diverse parti del territorio, in riferimento alla Relazione ed in stretta connessione con le Direttive del P.T.R.C. e del P.T.P., rilevanti i contenuti dell'art. 10 della L.R. 61/85: Tav. 13.1 P.R.G. - intero territorio comunale (scala
1: 5000) - le direttive e gli indirizzi sulla cui base soggetti pubblici e privati redigono i piani attuativi di livello comunale e gli specifici interventi edilizi ed urbanistici di competenza; le prescrizioni ed i vincoli cui deve uniformarsi l'attività dei soggetti pubblici e privati per gli interventi di trasformazione del territorio e per il suo uso e gestione, anche in relazione alla salvaguardia, conservazione e valorizzazione delle risorse territoriali. e) Piano della circolazione. Articolo 3 - Contenuti del P.R.G. Ai sensi dell'art. 42 della L.R. 27.6.1985, n. 61,
la redazione del P.R.G. è stata preceduta dalla approvazione di
un progetto preliminare contenente le scelte urbanistiche fondamentali. ambientale: indica le direttive, gli indirizzi, le prescrizioni ed i vincoli per i beni da destinare a disciplina ai fini della difesa del suolo e della sistemazione idrogeologica, della tutela delle risorse naturali, della salvaguardia e dell'eventuale ripristino e valorizzazione degli ambienti fisici, storici e monumentali, della prevenzione e difesa dall'inquinamento; insediativo: indica le direttive, gli indirizzi, le prescrizioni ed i vincoli ai quali i soggetti pubblici e privati devono attenersi nell'ambito degli insediamenti residenziali, terziari dei servizi e del turismo; produttivo: indica le direttive, gli indirizzi, le prescrizioni ed i vincoli ai quali i soggetti pubblici e privati devono attenersi nell'ambito degli insediamenti produttivi; relazionale: indica le direttive, gli indirizzi, le prescrizioni ed i vincoli per la definizione delle infrastrutture a servizio della mobilità e della distribuzione. Ferme restando le norme specifiche riferite a ciascuna delle destinazioni di zona di cui al successivo art. 13, per ciascun sistema sono forniti gli indirizzi, le direttive, le prescrizioni ed i vincoli da osservare per gli interventi pubblici e privati su ciascuna zona del territorio comunale, in rapporto alla rispettiva destinazione d'uso, in modo che siano particolarmente salvaguardate le componenti ambientali, culturali ed economiche del territorio, oltre che garantito un equilibrato e sostenibile sviluppo ed una trasformazione compatibile con le risorse territoriali. Articolo 4 - Delimitazione dei Piani attuativi di livello comunale - Modalità perequative di attuazione del P.R.G. Il presente P.R.G. indica gli ambiti di pianificazione
da attuare tramite progettazione unitaria o strumenti di coordinamento.
Indica altresì gli ambiti degli strumenti attuativi in atto confermati
o da rielaborare, nel rispetto di quanto disposto dalle presenti norme. a) Piani Particolareggiati obbligatori per le zone
espressamente delimitate sulla documentazione grafica di progetto e facoltativi
nei restanti ambiti territoriali: gli ambiti minimi potranno essere individuati
con apposito provvedimento del Consiglio Comunale; Nell'ambito di tali interventi unitari, ogni proprietario
ha diritto ad una cubatura proporzionale all'estensione della sua area,
indipendentemente dalle specifiche previsioni dello strumento urbanistico,
e sopporta, nella medesima proporzione, gli oneri dell'iniziativa. piano del colore Tali Piani potranno essere estesi all'intero territorio comunale o riguardarne porzioni significative. Articolo 5 - Strumenti di coordinamento Il coordinamento degli interventi previsti dal presente P.R.G. si attua: con un coordinamento intersoggettivo, attraverso
il Comparto, che costituisce un'unità minima di intervento, che
si realizza attraverso la costituzione di un Consorzio e la presentazione
di un'unica istanza di concessione edilizia; Gli ambiti di perequazione urbanistica riguardano
aree con caratteristiche omogenee. Articolo 7 - Ambiti da assoggettare a preventivo strumento urbanistico attuativo Sono individuate con apposita simbologia i perimetri
delle aree interessate da obbligo di preventivo strumento urbanistico
attuativo di iniziativa pubblica o privata. Articolo 8 - Ambiti degli strumenti attuativi in atto da confermare Sono individuate con apposita grafia le aree interessate
da Piani Urbanistici Attuativi di iniziativa pubblica o privata già
approvati dall'Amministrazione Comunale alla data di adozione del P.R.G.. Articolo 9 - Ambiti degli strumenti attuativi in atto da rielaborare Sono individuate con apposita simbologia le aree
interessate da Piani Urbanistici Attuativi già approvati dall'Amministrazione
Comunale alla data di adozione del P.R.G. e la cui attuazione è
subordinata a preventiva variante di adeguamento alle direttive e agli
indirizzi contenuti nel presente P.R.G.. Articolo 10 - Ambiti di progettazione unitaria Il P.R.G. individua gli ambiti soggetti a progettazione
unitaria; tali ambiti corrispondono alle aree - di mantenimento o trasformazione
- all'interno delle quali il rilascio delle concessioni edilizie (riferite
ai diversi possibili stralci) è subordinato ad una verifica di
compatibilità delle singole proposte progettuali rispetto al contesto. Articolo 11 - Procedimenti ed efficacia Il presente P.R.G. ha valenza paesistica ai sensi
della Legge 8 agosto 1985, n. 431. Articolo 12 - Parametri urbanistici Gli indirizzi e le direttive delineati nella relazione
di progetto e precisati nelle presenti norme esprimono i principi ai quali
gli enti pubblici ed i privati devono attenersi nella elaborazione degli
Strumenti Urbanistici attuativi, nella progettazione del Parchi urbani
tematici, dei Piani di settore di livello comunale e, per determinare
le caratteristiche e la qualità degli insediamenti, nelle aree
di mantenimento e di trasformazione urbanistica. Le prescrizioni ed i
vincoli contenuti nel contesto delle presenti norme rappresentano invece
le indicazioni ed i criteri cogenti, e prevalgono pertanto anche nei confronti
delle disposizioni degli Strumenti Urbanistici di livello inferiore. Superficie coperta dei fabbricati (Sc); Ai sensi della vigente legislazione urbanistica,
l'intero territorio comunale è suddiviso nelle seguenti zone territoriali
omogenee, identificate con appositi contorni o campiture, deducibili dalla
legenda contenuta nelle tavole grafiche di progetto del Piano Regolatore
Generale. 1. ZONE RESIDENZIALI ZTO di tipo A - centri storici: parti del territorio con carattere storico, artistico e di pregio ambientale; ZTO di tipo B - parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A; si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona, e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 MC/MQ In ragione delle diverse politiche di intervento definite nell'ambito dei sistemi di cui al precedente art. 3, il presente P.R.G. prevede l'individuazione di tre sottozone di tipo B, e ne precisa le modalità di attuazione, derivanti dalla specifiche caratteristiche del contesto. Più precisamente: ZTO B1 - di mantenimento ZTO B2 - di riqualificazione ZTO B3 - di completamento ZTO di tipo C1 - parti del territorio non edificate o parzialmente edificate, in cui il limite della superficie coperta degli edifici esistenti non raggiunge i limiti di cui alla zona B e non risulta comunque inferiore a 7,5%, e la densità territoriale supera 0,5 MC/MQ In ragione delle diverse politiche di intervento definite nell'ambito dei sistemi di cui al precedente art. 3, il presente P.R.G. prevede l'individuazione di tre sottozone di tipo C1, e ne precisa le modalità di attuazione, derivanti dalla specifiche caratteristiche del contesto. Più precisamente: ZTO C1.1 - di mantenimento ZTO C1.2 - di riqualificazione ZTO C1.3 - di completamento ZTO di tipo C2 - parti del territorio non edificate o nelle quali l'edificazione esistente non raggiunge i limiti che individuano la zona C1. In ragione delle diverse politiche di intervento definite nell'ambito dei sistemi di cui al precedente art. 3, il presente P.R.G. prevede l'individuazione di cinque sottozone di tipo C2, e ne precisa le modalità di attuazione, derivanti dalla specifiche caratteristiche del contesto. Più precisamente: ZTO C2.1 - di mantenimento e filtro, con valore paesistico ZTO C2.2 - di mantenimento e filtro di pianura ZTO C2.3 - di completamento e riqualificazione del margine collinare ZTO C2.4 - di completamento e riqualificazione del margine di pianura ZTO C2.5 - di trasformazione
2. ZONE PER ATTIVITÀ PRODUTTIVE, COMMERCIALI ED ASSIMILATE ZTO di tipo D - parti del territorio già destinate, totalmente o parzialmente, o da destinare, ad insediamenti per impianti industriali o ad essi assimilati. In ragione delle diverse politiche di intervento definite nell'ambito dei sistemi di cui al precedente art. 3, il presente P.R.G. prevede l'individuazione di tredici sottozone di tipo D, e ne precisa le modalità di attuazione, derivanti dalla specifiche caratteristiche del contesto. Più precisamente: ZTO D1.1 - di mantenimento industriale - artigianale. ZTO D1.2 - di riqualificazione industriale - artigianale ZTO D1.3 - di completamento industriale - artigianale ZTO D1.4 - di trasformazione industriale - artigianale ZTO D2.1 - di mantenimento commerciale ZTO D2.2 - di riqualificazione commerciale ZTO D2.3 - di completamento commerciale ZTO D2.4 - di trasformazione commerciale ZTO D3.1 - di mantenimento turistico - alberghiero ZTO D3.2 - di riqualificazione turistico - alberghiera ZTO D3.3 - di completamento turistico - alberghiero ZTO D3.4 - di trasformazione turistico - alberghiera ZTO D4 - attrezzature e pertinenze stradali e ferroviarie Sono individuate inoltre con apposita retinatura e/o riferimento alfanumerico: - le attività produttive esistenti con scheda allegata alle presenti norme ai sensi dell'art. 126 L.R. n. 61/85; - le attività produttive esistenti da confermare e ristrutturare, ai sensi dell'art. 30 L.R. n. 61/85: in tali casi la ristrutturazione e l'eventuale ampliamento sono subordinati all'adeguamento dei corpi di fabbrica esistenti alle norme in materia di igiene e sicurezza. Le attività produttive da trasferire, ai sensi dell'art. 30 L.R. n. 61/85, sono comprese entro le zone di tipo C: in tali casi il complesso delle operazioni ammesse dal presente P.R.G. è assoggettato ad apposito convenzionamento. 3. ZONE AGRICOLE ZTO di tipo E - parti del territorio destinato ad usi agricoli. In ragione delle diverse politiche di intervento definite nell'ambito dei sistemi di cui al precedente art. 3, il presente P.R.G. prevede l'individuazione di sei sottozone, e ne precisa le modalità di attuazione, derivanti dalla specifiche caratteristiche del contesto. Più precisamente: ZTO E1 - zone agricole tipiche o specializzate, di massima tutela. ZTO E2.1- zone agricole di primaria importanza per la funzione produttiva, di particolare valenza ambientale, ad eterogenea integrità. ZTO E2.2 - zone agricole di tutela, di importanza per la funzione produttiva. ZTO E3 - zone agricole caratterizzate da un elevato frazionamento fondiario. ZTO E4.1 - zone agricole di mantenimento, caratterizzate da preesistenti borghi rurali. ZTO E4.2 - zone agricole di trasformazione, caratterizzate da preesistenti borghi rurali. Sono individuate inoltre con apposita retinatura e riferimento alfanumerico: - gli annessi rustici non più funzionali alle esigenze del fondo, con scheda allegata alle presenti norme ai sensi dell'art. 4 della L.R. n. 24/85.
4. ZONE PER SERVIZI ZTO di tipo F - parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale. In ragione delle diverse politiche di intervento definite nell'ambito dei sistemi di cui al precedente art. 3, il presente P.R.G. prevede l'individuazione di quattro sottozone, e ne precisa le modalità di attuazione, derivanti dalla specifiche caratteristiche del contesto. Più precisamente: ZTO Fa - zone per attrezzature per l'istruzione. ZTO Fb - zone per attrezzature di interesse comune. ZTO Fc - zone per attrezzature a parco, per il giuoco e lo sport. ZTO Fd - zone per attrezzature per parcheggio. Le zone territoriali omogenee di cui ai precedenti commi sono ricomprese, sulla base delle analisi urbanistiche ed edilizie allegate al presente Piano, nelle seguenti diciassette macrozone urbanistiche unitarie, individuate con apposita simbologia nelle tavole di Piano: 1. il centro storico (CS); 2. la zona della ex-Zanussi (ZA);
3. il centro-sud - viale Istria - Stadio (ST); 4. Monticella (MO); 5. la zona dell'ospedale (OS); 6. la zona di via Immacolata di Lourdes (LO); 7. la zona a est di via Maggior Piovesana (PI); 8. Parè nord (PN); 9. Parè sud (PS); 10. Ferrera - Campidui (FE); 11. Campolongo ovest (CO); 12. Campolongo est (CE); 13. Collalbrigo (CL); 14. Costa (CT); 15. Ogliano (OG); 16. Scomigo (SC); 17. Menarè (ME). Gli interventi trasformativi, in coerenza con la
specifica destinazione di zona, dovranno comunque tenere conto delle caratteristiche
delle diverse parti della città, contenute nella relazione e nei
documenti di progetto, nel rispetto delle finalità del presente
Piano, di valenza strutturale.
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