TITOLO I - GENERALITÀ

Articolo 1 - Finalità del Piano Regolatore Generale

Il Comune di Conegliano, consapevole che la struttura urbanistica della Città ed il modo d'uso del suo territorio sono determinanti per la vita dell'uomo e della comunità in cui vive, ispira la propria attività urbanistica, coerentemente al quadro normativo vigente ed al suo statuto, alle seguenti finalità:

a) rispetto della struttura consolidata, e del ruolo di polo urbano che la città si è dato attraverso i secoli;

b) conservazione, recupero e valorizzazione dei luoghi, degli edifici, dei monumenti storici ed artistici;

difesa del paesaggio coneglianese, in particolare delle colline, di cui va favorita la fruibilità;
promozione della vita dei quartieri, mediante la realizzazione di luoghi di incontro e di aggregazione;
creazione di piste ciclabili, spazi e percorsi pedonali;
cura del decoro esterno degli edifici;
promozione della eliminazione delle barriere architettoniche nelle strutture pubbliche e private.
Il Comune favorisce il coordinamento della pianificazione con i Comuni contermini in particolare per la soluzione dei problemi dei servizi e della viabilità intercomunale, oltre che dell'assetto degli insediamenti produttivi e commerciali.

Le politiche urbanistiche comunali devono essere pertanto volte a:

- contenere i processi di consumo di territorio adottando modelli di localizzazione e tipologie edilizie adeguate, nonché incentivando il recupero e riuso di aree dismesse ed edifici esistenti;

- salvaguardare i territori destinati all'attività agricola da compromissioni non necessarie;

- salvaguardare le risorse storiche, culturali, naturali e ambientali;

- favorire il risanamento dell'ambiente e della qualità urbana anche con decentramento di attività dalle aree congestionate.

Articolo 2 - Elaborati

Ai sensi della L.R. 27.6.1985, n. 61, il P.R.G., redatto su previsione decennale, sviluppa le direttive della pianificazione di livello regionale, recependone automaticamente le prescrizioni ed i vincoli e disciplinando autonomamente i contenuti esclusivi del proprio livello.
Il Piano Regolatore Generale (P.R.G.) della Città di Conegliano è costituito dai seguenti elaborati:

1. Elaborati dello stato di fatto comprendenti:

a. Relazione, che - sulla base dei rilevamenti statistici e cartografici, degli studi generali e di settore riportati negli "allegati" e ripartiti per porzioni di territorio significative, denominate macrozone, e zone censuarie - contiene le analisi per ciascuno dei sistemi di cui al successivo art. 3, sia nell'ambito delle aree urbane che extra urbane;

b. Cartografie dell'intero territorio comunale, rilevanti i contenuti dell'art. 10 della L.R. 61/85, secondo lo schema ed i criteri contenuti nella D.G.R.V n. 2705 del 24 maggio 1983:

Tav. 1.1 ambiti amministrativi sovracomunali
Tav. 1.2 ambiti amministrativi comunali
Tav. 2 (a) analisi storica dell'insediamento - prima fase
Tav. 2 (b) analisi storica dell'insediamento - seconda fase
Tav. 3 programmazione e pianificazione di livello superiore
Tav. 4 mosaico degli strumenti urbanistici generali vigenti
Tav. 5 pianificazione e programmazione comunale in atto
Tav. 6.1 destinazioni d'uso prevalenti dell'edificato
Tav. 6.2 a classi di età degli edifici residenziali
Tav. 6.2 b numero dei piani degli edifici residenziali
Tav. 6.2 c tipologia degli edifici residenziali
Tav. 6.2 d(a) distribuzione territoriale degli alloggi occupati
Tav. 6.2 d(b) distribuzione territoriale degli alloggi non occupati
Tav. 6.3 attività ed attrezzature primarie
Tav. 6.4 attività ed attrezzature secondarie
Tav. 6.5 - 6.6 attività ed attrezzature terziarie e turistiche
Tav. 7 infrastrutture di collegamento
Tav. 8 opere di urbanizzazione - infrastrutture tecnologiche a rete
Tav. 9 opere di urbanizzazione - servizi e impianti di interesse comune
Tav. 10.1 carta geomorfologica
Tav. 10.2 carta geolitologica
Tav. 10.3 carta della classificazione agronomica
Tav. 10.4(a) carta idrogeologica
Tav. 10.4(b) carta delle cave e miniere, dei dissesti, delle zone pericolose, delle opere di difesa
Tav. 10.5 carta delle colture intensive e di pregio
Tav. 10.6 carta della tutela degli investimenti e dell'assetto fondiario
Tav. 10.7 carta della classificazione socio-economica delle aziende
Tav. 10.8 carta del paesaggio agrario
Tav. 10.9 carta delle penalità ai fini edificatori
Tav. 11 vincoli e servitù
Tav. 12 beni culturali

Elaborati di progetto comprendenti:

a. Relazione che illustra, per ciascuno dei sistemi e delle aree omogenee, gli obiettivi dell'azione pubblica e privata per la tutela, la trasformazione e l'uso del territorio; contiene i criteri per il soddisfacimento dei fabbisogni; definisce le caratteristiche delle aree da sottoporre a particolare disciplina, da comprendere entro perimetrazioni di comparto o da assoggettare a Piani di area, Piani attuativi, Piani di settore o altri strumenti di intervento, disciplinati dalle norme vigenti in materia;

b. Cartografie di progetto dell'intero territorio comunale che riportano, alla scala sotto indicata, le scelte e le politiche attinenti le diverse parti del territorio, in riferimento alla Relazione ed in stretta connessione con le Direttive del P.T.R.C. e del P.T.P., rilevanti i contenuti dell'art. 10 della L.R. 61/85:

Tav. 13.1 P.R.G. - intero territorio comunale (scala 1: 5000) -
Tav. 13.2 P.R.G. - reti tecnologiche (scala 1: 5000) -
Tav. 13.3 P.R.G. - zone significative (scala 1:2000); parchi tematici (scala 1: 2000) -
Tav. 14 P.R.G. - verifica del dimensionamento -
c) Norme d'attuazione che contengono:

le direttive e gli indirizzi sulla cui base soggetti pubblici e privati redigono i piani attuativi di livello comunale e gli specifici interventi edilizi ed urbanistici di competenza;

le prescrizioni ed i vincoli cui deve uniformarsi l'attività dei soggetti pubblici e privati per gli interventi di trasformazione del territorio e per il suo uso e gestione, anche in relazione alla salvaguardia, conservazione e valorizzazione delle risorse territoriali.


d) Regolamento edilizio, con i contenuti dell'art. 33 della Legge 17 agosto 1942, n. 1150;

e) Piano della circolazione.

Articolo 3 - Contenuti del P.R.G.

Ai sensi dell'art. 42 della L.R. 27.6.1985, n. 61, la redazione del P.R.G. è stata preceduta dalla approvazione di un progetto preliminare contenente le scelte urbanistiche fondamentali.
Il P.R.G. interessa l'intero ambito amministrativo del Comune.
I contenuti sono suddivisi in settori funzionali, raggruppati nei seguenti sistemi:

ambientale: indica le direttive, gli indirizzi, le prescrizioni ed i vincoli per i beni da destinare a disciplina ai fini della difesa del suolo e della sistemazione idrogeologica, della tutela delle risorse naturali, della salvaguardia e dell'eventuale ripristino e valorizzazione degli ambienti fisici, storici e monumentali, della prevenzione e difesa dall'inquinamento;

insediativo: indica le direttive, gli indirizzi, le prescrizioni ed i vincoli ai quali i soggetti pubblici e privati devono attenersi nell'ambito degli insediamenti residenziali, terziari dei servizi e del turismo;

produttivo: indica le direttive, gli indirizzi, le prescrizioni ed i vincoli ai quali i soggetti pubblici e privati devono attenersi nell'ambito degli insediamenti produttivi;

relazionale: indica le direttive, gli indirizzi, le prescrizioni ed i vincoli per la definizione delle infrastrutture a servizio della mobilità e della distribuzione.

Ferme restando le norme specifiche riferite a ciascuna delle destinazioni di zona di cui al successivo art. 13, per ciascun sistema sono forniti gli indirizzi, le direttive, le prescrizioni ed i vincoli da osservare per gli interventi pubblici e privati su ciascuna zona del territorio comunale, in rapporto alla rispettiva destinazione d'uso, in modo che siano particolarmente salvaguardate le componenti ambientali, culturali ed economiche del territorio, oltre che garantito un equilibrato e sostenibile sviluppo ed una trasformazione compatibile con le risorse territoriali.

Articolo 4 - Delimitazione dei Piani attuativi di livello comunale - Modalità perequative di attuazione del P.R.G.

Il presente P.R.G. indica gli ambiti di pianificazione da attuare tramite progettazione unitaria o strumenti di coordinamento. Indica altresì gli ambiti degli strumenti attuativi in atto confermati o da rielaborare, nel rispetto di quanto disposto dalle presenti norme.
Con osservanza di quanto stabilito dalla Legge, il P.R.G. è attuato a mezzo di:

a) Piani Particolareggiati obbligatori per le zone espressamente delimitate sulla documentazione grafica di progetto e facoltativi nei restanti ambiti territoriali: gli ambiti minimi potranno essere individuati con apposito provvedimento del Consiglio Comunale;
b) Piani di Recupero di iniziativa pubblica o privata per le zone di degrado, coincidente con la Zona territoriale omogenea di tipo A (Centro Storico), e con le restanti zone espressamente indicate sulle planimetrie di progetto: gli ambiti minimi potranno essere individuati con apposito provvedimento del Consiglio Comunale;
c) Piani di Zona per l'Edilizia Economica e Popolare, nell'ambito delle zone residenziali, ai sensi della Legge n. 167/1962, ovvero Piani per Insediamenti Produttivi, ai sensi della Legge n. 865/71: gli ambiti minimi potranno essere individuati con apposito provvedimento del Consiglio Comunale;
d) Strumenti attuativi confermati (Piani di iniziativa pubblica o Piani convenzionati d'iniziativa privata) per tutte quelle porzioni di territorio che sono espressamente indicate sulla documentazione grafica;
e) Piani di Lottizzazione convenzionata di iniziativa privata, espressamente perimetrati sulla documentazione del presente P.R.G.: gli ambiti minimi potranno essere individuati con apposito provvedimento del Consiglio Comunale;
f) Comparti edificatori, entro aree espressamente indicate sulla documentazione grafica di progetto ovvero nelle aree che a tale scopo potranno essere identificate a seguito della elaborazione dei Piani attuativi ovvero con apposito provvedimento del Consiglio Comunale;
g) Piani integrati di intervento o Programmi di recupero e riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile, attuabili anche mediante accordi di programma, nel rispetto delle norme vigenti in materia.
In ogni caso, la realizzazione degli interventi unitari - di strumento o di comparto - previsti dal presente articolo è attuata sulla base di apposite convenzioni tra il comune ed i proprietari, da soli o riuniti in consorzio.

Nell'ambito di tali interventi unitari, ogni proprietario ha diritto ad una cubatura proporzionale all'estensione della sua area, indipendentemente dalle specifiche previsioni dello strumento urbanistico, e sopporta, nella medesima proporzione, gli oneri dell'iniziativa.
Nelle restanti aree, il Piano si attua mediante il rilascio di provvedimenti abilitativi diretti, nel rispetto delle norme vigenti in materia.
Il presente P.R.G. potrà altresì essere attuato tramite i seguenti piani di settore di interesse comunale:

piano del colore
piano del verde e dell'arredo urbano
piano dei percorsi agrari e collinari
piano della luce e dell'inquinamento luminoso
piano del rumore e dell'inquinamento acustico
piano delle insegne
piano di consolidamento statico
piano della protezione civile
piano del traffico
piano dei parcheggi
piano delle piste ciclabili
piano dei trasporti
piano degli orari dei servizi
piano di eliminazione delle fonti inquinanti
piano di raccolta dei rifiuti
piano del sottosuolo
piano dei servizi e delle opere pubbliche
altri piani di settore di interesse comunale

Tali Piani potranno essere estesi all'intero territorio comunale o riguardarne porzioni significative.


Potranno altresì essere proposti da privati contestualmente alla presentazione di piani attuativi di iniziativa privata, o richiesti dal comune nel caso di interventi di particolare rilevanza.

Articolo 5 - Strumenti di coordinamento

Il coordinamento degli interventi previsti dal presente P.R.G. si attua:

con un coordinamento intersoggettivo, attraverso il Comparto, che costituisce un'unità minima di intervento, che si realizza attraverso la costituzione di un Consorzio e la presentazione di un'unica istanza di concessione edilizia;
con un coordinamento temporale, attraverso il P.P.A., mediante il quale, coerentemente con i programmi operativi dell'amministrazione comunale, saranno individuate le aree e le zone in cui gli interventi devono realizzarsi prioritariamente, in combinazione con la programmazione delle opere di urbanizzazione.


Articolo 6 - Ambiti di perequazione urbanistica

Gli ambiti di perequazione urbanistica riguardano aree con caratteristiche omogenee.
Sulla base delle condizioni di fatto e di diritto, il presente P.R.G. definisce le regole della perequazione urbanistica e in particolare garantisce la partecipazione pro quota dei vari proprietari agli impegni convenzionali e alle possibilità di trasformazione.
Gli ambiti soggetti a perequazione urbanistica corrispondono di norma alle "aree di Trasformazione", sia che si tratti di aree unitarie, sia che si tratti di aree adiacenti e collegate funzionalmente; in questo caso queste sono definite come "coordinate" e considerate dal P.R.G. in modo solidale, come se si trattasse di un'unica area.

Articolo 7 - Ambiti da assoggettare a preventivo strumento urbanistico attuativo

Sono individuate con apposita simbologia i perimetri delle aree interessate da obbligo di preventivo strumento urbanistico attuativo di iniziativa pubblica o privata.
All'interno di tali perimetrazioni, gli ambiti minimi di intervento potranno essere individuati con apposito provvedimento del Consiglio Comunale.
In ogni caso, è ammessa una modifica del perimetro definito dal presente P.R.G., con un limite massimo del 10%, e trasposizioni di zona, nel rispetto delle norme vigenti in materia.

Articolo 8 - Ambiti degli strumenti attuativi in atto da confermare

Sono individuate con apposita grafia le aree interessate da Piani Urbanistici Attuativi di iniziativa pubblica o privata già approvati dall'Amministrazione Comunale alla data di adozione del P.R.G..
Per tali aree si applicano le specifiche prescrizioni progettuali disposte da tali strumenti, oltre alle altre eventuali norme e disposizioni stabilite nella convenzione allegata agli strumenti stessi.
In ogni caso tali Piani potranno essere modificati per adeguarsi alle direttive e agli indirizzi contenuti nel presente P.R.G..

Articolo 9 - Ambiti degli strumenti attuativi in atto da rielaborare

Sono individuate con apposita simbologia le aree interessate da Piani Urbanistici Attuativi già approvati dall'Amministrazione Comunale alla data di adozione del P.R.G. e la cui attuazione è subordinata a preventiva variante di adeguamento alle direttive e agli indirizzi contenuti nel presente P.R.G..
Per tali aree non si applicano pertanto le specifiche previsioni progettuali disposte dagli strumenti attuativi in vigore per le parti in contrasto con le prescrizioni e i vincoli contenuti nel presente P.R.G..

Articolo 10 - Ambiti di progettazione unitaria

Il P.R.G. individua gli ambiti soggetti a progettazione unitaria; tali ambiti corrispondono alle aree - di mantenimento o trasformazione - all'interno delle quali il rilascio delle concessioni edilizie (riferite ai diversi possibili stralci) è subordinato ad una verifica di compatibilità delle singole proposte progettuali rispetto al contesto.
A tale scopo gli elaborati del progetto edilizio dovranno contenere una verifica di compatibilità - elaborata sotto forma di piano-guida - alle direttive e agli indirizzi contenuti nel presente P.R.G., ed estesa alle aree ricomprese in tale ambito.
Conseguentemente, in sede di rilascio delle concessioni edilizie, dovrà essere accertata la compatibilità dell'intervento proposto alle condizioni di contorno. Il progetto edilizio, in altri termini, non dovrà pregiudicare la futura trasformabilità delle aree comprese nell'ambito, anche se di proprietà diverse da quella del richiedente.

Articolo 11 - Procedimenti ed efficacia

Il presente P.R.G. ha valenza paesistica ai sensi della Legge 8 agosto 1985, n. 431.
Il P.R.G. ha altresì validità a tempo indeterminato: sarà soggetto a revisione decennale e comunque entro sei mesi dal variare della programmazione della Provincia o dal variare del P.T.R.C..
Ogni attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio è soggetta alla disciplina delle presenti norme, alle disposizioni del regolamento edilizio e degli altri regolamenti comunali.
In caso di contrasto tra i diversi elaborati del P.R.G. la parte normativa prevale sugli elaborati grafici e, nell'ambito dei grafici, prevalgono quelli a scala con denominatore minore.

Articolo 12 - Parametri urbanistici

Gli indirizzi e le direttive delineati nella relazione di progetto e precisati nelle presenti norme esprimono i principi ai quali gli enti pubblici ed i privati devono attenersi nella elaborazione degli Strumenti Urbanistici attuativi, nella progettazione del Parchi urbani tematici, dei Piani di settore di livello comunale e, per determinare le caratteristiche e la qualità degli insediamenti, nelle aree di mantenimento e di trasformazione urbanistica. Le prescrizioni ed i vincoli contenuti nel contesto delle presenti norme rappresentano invece le indicazioni ed i criteri cogenti, e prevalgono pertanto anche nei confronti delle disposizioni degli Strumenti Urbanistici di livello inferiore.
I parametri urbanistici sono puntualmente definiti nell'ambito del regolamento edilizio (art. 51) e sono:

Superficie coperta dei fabbricati (Sc);
Densità di fabbricazione fondiaria (If) e territoriale (It);
Altezza degli edifici (H);
Altezza dei fronti (Hf)
Numero dei piani degli edifici (Np)
Distanza degli edifici dai confini (Dc);
Distanza tra gli edifici e tra corpi di fabbrica di uno stesso edificio (Df);
Distanza dalle strade (Ds);
Lotto minimo (Lo);
Superficie edificabile (Se);
Superficie di pavimento (Sp)
Superficie lorda di pavimento (Slp)
Lunghezza delle fronti (Lu);
Verde privato (Vp);
Standard pubblico (Pu).

Articolo 13 - Suddivisione in zone

Ai sensi della vigente legislazione urbanistica, l'intero territorio comunale è suddiviso nelle seguenti zone territoriali omogenee, identificate con appositi contorni o campiture, deducibili dalla legenda contenuta nelle tavole grafiche di progetto del Piano Regolatore Generale.
I parametri urbanistici applicabili nelle diverse Zone territoriali sono desumibili dal contesto delle seguenti norme, oltre che dalle previsioni contenute nelle tabelle alfanumeriche e nelle schede allegate.
I diversi sistemi di riferimento (ambientale, insediativo, produttivo e relazionale) contengono inoltre ulteriori specifiche direttive, prescrizioni o vincoli cui sottoporre le aree comprese nelle diverse zone omogenee.

1. ZONE RESIDENZIALI

ZTO di tipo A - centri storici: parti del territorio con carattere storico, artistico e di pregio ambientale;

ZTO di tipo B - parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A; si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona, e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 MC/MQ

In ragione delle diverse politiche di intervento definite nell'ambito dei sistemi di cui al precedente art. 3, il presente P.R.G. prevede l'individuazione di tre sottozone di tipo B, e ne precisa le modalità di attuazione, derivanti dalla specifiche caratteristiche del contesto.

Più precisamente:

ZTO B1 - di mantenimento

ZTO B2 - di riqualificazione

ZTO B3 - di completamento

ZTO di tipo C1 - parti del territorio non edificate o parzialmente edificate, in cui il limite della superficie coperta degli edifici esistenti non raggiunge i limiti di cui alla zona B e non risulta comunque inferiore a 7,5%, e la densità territoriale supera 0,5 MC/MQ

In ragione delle diverse politiche di intervento definite nell'ambito dei sistemi di cui al precedente art. 3, il presente P.R.G. prevede l'individuazione di tre sottozone di tipo C1, e ne precisa le modalità di attuazione, derivanti dalla specifiche caratteristiche del contesto.

Più precisamente:

ZTO C1.1 - di mantenimento

ZTO C1.2 - di riqualificazione

ZTO C1.3 - di completamento

ZTO di tipo C2 - parti del territorio non edificate o nelle quali l'edificazione esistente non raggiunge i limiti che individuano la zona C1.

In ragione delle diverse politiche di intervento definite nell'ambito dei sistemi di cui al precedente art. 3, il presente P.R.G. prevede l'individuazione di cinque sottozone di tipo C2, e ne precisa le modalità di attuazione, derivanti dalla specifiche caratteristiche del contesto.

Più precisamente:

ZTO C2.1 - di mantenimento e filtro, con valore paesistico

ZTO C2.2 - di mantenimento e filtro di pianura

ZTO C2.3 - di completamento e riqualificazione del margine collinare

ZTO C2.4 - di completamento e riqualificazione del margine di pianura

ZTO C2.5 - di trasformazione

2. ZONE PER ATTIVITÀ PRODUTTIVE, COMMERCIALI ED ASSIMILATE

ZTO di tipo D - parti del territorio già destinate, totalmente o parzialmente, o da destinare, ad insediamenti per impianti industriali o ad essi assimilati.

In ragione delle diverse politiche di intervento definite nell'ambito dei sistemi di cui al precedente art. 3, il presente P.R.G. prevede l'individuazione di tredici sottozone di tipo D, e ne precisa le modalità di attuazione, derivanti dalla specifiche caratteristiche del contesto.

Più precisamente:

ZTO D1.1 - di mantenimento industriale - artigianale.

ZTO D1.2 - di riqualificazione industriale - artigianale

ZTO D1.3 - di completamento industriale - artigianale

ZTO D1.4 - di trasformazione industriale - artigianale

ZTO D2.1 - di mantenimento commerciale

ZTO D2.2 - di riqualificazione commerciale

ZTO D2.3 - di completamento commerciale

ZTO D2.4 - di trasformazione commerciale

ZTO D3.1 - di mantenimento turistico - alberghiero

ZTO D3.2 - di riqualificazione turistico - alberghiera

ZTO D3.3 - di completamento turistico - alberghiero

ZTO D3.4 - di trasformazione turistico - alberghiera

ZTO D4 - attrezzature e pertinenze stradali e ferroviarie

Sono individuate inoltre con apposita retinatura e/o riferimento alfanumerico:

- le attività produttive esistenti con scheda allegata alle presenti norme ai sensi dell'art. 126 L.R. n. 61/85;

- le attività produttive esistenti da confermare e ristrutturare, ai sensi dell'art. 30 L.R. n. 61/85: in tali casi la ristrutturazione e l'eventuale ampliamento sono subordinati all'adeguamento dei corpi di fabbrica esistenti alle norme in materia di igiene e sicurezza.

Le attività produttive da trasferire, ai sensi dell'art. 30 L.R. n. 61/85, sono comprese entro le zone di tipo C: in tali casi il complesso delle operazioni ammesse dal presente P.R.G. è assoggettato ad apposito convenzionamento.

3. ZONE AGRICOLE

ZTO di tipo E - parti del territorio destinato ad usi agricoli.

In ragione delle diverse politiche di intervento definite nell'ambito dei sistemi di cui al precedente art. 3, il presente P.R.G. prevede l'individuazione di sei sottozone, e ne precisa le modalità di attuazione, derivanti dalla specifiche caratteristiche del contesto.

Più precisamente:

ZTO E1 - zone agricole tipiche o specializzate, di massima tutela.

ZTO E2.1- zone agricole di primaria importanza per la funzione produttiva, di particolare valenza ambientale, ad eterogenea integrità.

ZTO E2.2 - zone agricole di tutela, di importanza per la funzione produttiva.

ZTO E3 - zone agricole caratterizzate da un elevato frazionamento fondiario.

ZTO E4.1 - zone agricole di mantenimento, caratterizzate da preesistenti borghi rurali.

ZTO E4.2 - zone agricole di trasformazione, caratterizzate da preesistenti borghi rurali.

Sono individuate inoltre con apposita retinatura e riferimento alfanumerico:

- gli annessi rustici non più funzionali alle esigenze del fondo, con scheda allegata alle presenti norme ai sensi dell'art. 4 della L.R. n. 24/85.

4. ZONE PER SERVIZI

ZTO di tipo F - parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale.

In ragione delle diverse politiche di intervento definite nell'ambito dei sistemi di cui al precedente art. 3, il presente P.R.G. prevede l'individuazione di quattro sottozone, e ne precisa le modalità di attuazione, derivanti dalla specifiche caratteristiche del contesto.

Più precisamente:

ZTO Fa - zone per attrezzature per l'istruzione.

ZTO Fb - zone per attrezzature di interesse comune.

ZTO Fc - zone per attrezzature a parco, per il giuoco e lo sport.

ZTO Fd - zone per attrezzature per parcheggio.

Le zone territoriali omogenee di cui ai precedenti commi sono ricomprese, sulla base delle analisi urbanistiche ed edilizie allegate al presente Piano, nelle seguenti diciassette macrozone urbanistiche unitarie, individuate con apposita simbologia nelle tavole di Piano:

1. il centro storico (CS);

2. la zona della ex-Zanussi (ZA);

3. il centro-sud - viale Istria - Stadio (ST);

4. Monticella (MO);

5. la zona dell'ospedale (OS);

6. la zona di via Immacolata di Lourdes (LO);

7. la zona a est di via Maggior Piovesana (PI);

8. Parè nord (PN);

9. Parè sud (PS);

10. Ferrera - Campidui (FE);

11. Campolongo ovest (CO);

12. Campolongo est (CE);

13. Collalbrigo (CL);

14. Costa (CT);

15. Ogliano (OG);

16. Scomigo (SC);

17. Menarè (ME).

Gli interventi trasformativi, in coerenza con la specifica destinazione di zona, dovranno comunque tenere conto delle caratteristiche delle diverse parti della città, contenute nella relazione e nei documenti di progetto, nel rispetto delle finalità del presente Piano, di valenza strutturale.