TITOLO V - SISTEMA RELAZIONALE

Articolo 39 - Piano urbano del traffico

Direttive ed indirizzi

Gli obiettivi dei Piano sono stati indicati nella relazione di progetto, e riguardano:

- l'allontanamento del traffico pesante dai centri urbani attraverso la realizzazione di opere di viabilità alternativa;

- il disinquinamento;

- l'ottimizzazione dell'uso delle reti e del modello di mobilità attraverso il controllo della generazione degli spostamenti, la realizzazione di direttrici preferenziali per i mezzi di servizio pubblico e la realizzazione di parcheggi scambiatori;

- la realizzazione di itinerari ed attrezzature ciclabili separati dal traffico motorizzato;

- il restauro ed il miglioramento dell'ambito urbano attraverso la difesa attiva delle aree residenziali, dei centri storici e delle "località centrali" con formazione di "isole" protette ed inaccessibili al traffico primario;

- la eliminazione, lungo la viabilità interna ai perimetri dei centri urbani, di insegne e cartelloni pubblicitari, con esclusione di quelli indicanti pubblici servizi, attrezzature pubbliche e private di assistenza stradale, attrezzature ricettive e della ristorazione e delle attività commerciali prospicienti, nonché la regolamentazione dei posizionamenti e la tipologia delle insegne e cartelloni pubblicitari per la restante viabilità comunale;

- la sistemazione organica degli accessi esistenti di insediamenti residenziali, industriali e commerciali alle strade di scorrimento primario, in particolare lungo la S.S. 13, attraverso la realizzazione di opere, rotatorie e raccordi che garantiscano la sicurezza della circolazione;

- la localizzazione di aree da destinare a distributori di carburante, preferibilmente, nelle fasce di rispetto della viabilità extraurbana e lungo le aste di collegamento con le aste primarie.


Prescrizioni e vincoli

Il P.R.G., nell'elaborato afferente il Piano della Circolazione, individua, tra l'altro, i tracciati per le nuove aste viarie e per i relativi raccordi.
È prevista la seguente gerarchia:

1) Autostrade

2) Strade sovracomunali costituiscono le strade di collegamento, lungo le direttrici del traffico nazionale, poste all'esterno dell'ambito comunale.

3) Strade primarie hanno funzioni di entrata e di uscita dalla città, e sono a servizio, quindi, del traffico di scambio fra il territorio urbano ed extraurbano.

4) Strade di macrospostamento che rappresentano la maglia urbana principale la cui funzione è quella di garantire la fluidità degli spostamenti di scambio anche all'interno della rete viaria cittadina, nonché di consentire un elevato livello di servizio degli spostamenti a più lunga distanza interni all'abitato urbano.

5) Strade di spostamento hanno la funzione di distribuire il traffico tra interzonale quartieri e/o aree limitrofe.

6) Strade locali sono al servizio diretto degli insediamenti. Sono comprese anche le strade, vicinali, le strade pedonali e le strade -parcheggio.

Le fasce di rispetto sono quindi definite in base alla classificazione adottata, e tengono conto, nel rispetto del Codice della strada, della perimetrazione del centro abitato.


1) Autostrade.

La fascia di rispetto è pari a 60 M. Gli accessi privati non sono consentiti.


2) Strade sovracomunali:

La fascia di rispetto è pari a 40 M. Gli accessi privati non sono consentiti.


3) Strade primarie


Vengono suddivise in quattro sottoclassi:

3a) Strade comunali protette

Sono le strade primarie comunali oggetto di particolari interventi di protezione dal traffico.
La distanza minima dei fabbricati dal confine stradale è pari a M 10.
Gli accessi privati sono consentiti e devono essere localizzati dove l'orografia dei luoghi e l'andamento della strada consentono la maggior visuale, in conformità al Codice della strada.

3b) Strade comunali non protette e provinciali urbane

Sono le restanti strade primarie comunali, e le provinciali comprese nel perimetro del centro abitato. La fascia di rispetto è pari a M 20.
Gli accessi privati sono consentiti solo su strada di servizio la cui immissione sia posta a distanza non inferiore a M 100 l'una dall'altra, opportunamente canalizzate.

3c) Strade provinciali extraurbane e statali urbane.

Sono le restanti strade provinciali e le statali comprese nel perimetro del centro abitato. La fascia di rispetto è pari a M 30.
Gli accessi privati sono consentiti solo su strada di servizio la cui immissione sia posta a distanza non inferiore a M 300 l'una dall'altra, opportunamente canalizzata. Qualora, per motivate ragioni, ciò non risulti possibile, l'accesso dovrà rispondere ai requisiti di cui all'art.222 del D.Lgs. 285/92 e artt. 44, 45, 46, del D.P.R. 495/92.

3d) Strade statali extraurbane.

La fascia di rispetto è pari a M 40. Gli accessi privati sono consentiti solo su strada di servizio la cui immissione sia posta a distanza non inferiore a M 500 l'una dall'altra, opportunamente canalizzata. Qualora, per motivate ragioni, ciò non risulti possibile, l'accesso dovrà rispondere ai requisiti di cui all'art.222 del D.Lgs. 285/92 e artt. 44, 45, 46, del D.P.R. 495/92.


4) Strade di macrospostamento

Vengono suddivise in due sottoclassi:

4a) Strade Urbane di macrospostamento.

Sono le strade di macrospostamento comprese nel perimetro del centro abitato.
La distanza minima dei fabbricati dal confine della strada è pari a M 10. Gli accessi privati sono consentiti e devono essere localizzati dove l'orografia dei luoghi e l'andamento della strada consentono la maggior visuale, in conformità al Codice della strada.

4b) Strade Comunali Extraurbane di macrospostamento.

Sono le strade comunali di macrospostamento esterne al perimetro del centro abitato.
La fascia di rispetto è pari a M 20.
Gli accessi privati sono consentiti solo su strada di servizio la cui immissione sia posta a distanza non inferiore a 300 M l'una dall'altra, opportunamente canalizzata. Qualora per motivate ragioni, ciò non risulti possibile, l'accesso dovrà rispondere ai requisiti di cui all'art.222 del D.Lgs. 285/92 e artt. 44, 45, 46, del D.P.R. 495/92.

4c) Strade Provinciali Extraurbane di macrospostamento.

Sono le strade provinciali di macrospostamento esterne al perimetro del centro abitato.
La fascia di rispetto è pari a M 30.
Gli accessi privati sono consentiti solo su strada di servizio la cui immissione sia posta a distanza non inferiore a 300 M l'una dall'altra, opportunamente canalizzata. Qualora per motivate ragioni, ciò non risulti possibile, l'accesso dovrà rispondere ai requisiti di cui all'art.222 del D.Lgs. 285/92 e artt. 44, 45, 46, del D.P.R. 495/92.


5) Strade di spostamento interzonale .

Vengono suddivise in due sottoclassi:

5a) Strade interzonali interne.

Sono le strade di interzonali comprese nel perimetro del centro abitato.
Valgono le norme in materia di distanze dalle strade definite dalle specifiche destinazioni di zona.
Gli accessi privati sono consentiti e devono essere localizzati dove l'orografia dei luoghi e l'andamento della strada consentono la maggior visuale, in conformità al Codice della strada.

5b) Strade interzonali esterne.

Sono le strade di interzonali esterne al perimetro del centro abitato.
La fascia di rispetto è pari a M 20.
Gli accessi privati sono consentiti e devono essere localizzati dove l'orografia dei luoghi e l'andamento della strada consentono la maggior visuale, in conformità al Codice della strada.


6) Strade locali

Gli accessi privati sono consentiti e devono essere localizzati dove l'orografia dei luoghi e l'andamento della strada consentono la maggior visuale, in conformità al Codice della strada.
Valgono le norme in materia di distanze dalle strade definite dalle specifiche destinazioni di zona.

Indipendentemente dalla classificazione della strada, valgono le seguenti prescrizioni:

- i nuovi insediamenti Civili e industriale e/o i lotti nelle zone di completamento non possono avere accesso diretto alle SS.PP., alle SS.RR. e alle SS.SS., ma solo su strada di lottizzazione convogliante il traffico su strade comunali esistenti;

- nelle intersezioni tra strade di primaria importanza vige il vincolo di rispetto per un area tale da permettere la sistemazione dell'incrocio o con rotatoria o a piani sfalsati;

- la costruzione dei passi carrabili in area urbana deve essere distante almeno M 12 dalle intersezioni, e deve essere realizzata in modo da favorire la rapida immissione dei veicoli in proprietà;

- all'interno delle curve, fuori dai centri abitati, deve essere assicurata una fascia di rispetto nella quale è vietata qualsiasi tipo di costruzione, recinzione piantagione o deposito.

- per quanto non specificatamente indicato vige il D.Lgs. 30.04.92 "Nuovo codice della strada" e il D.P.R. 16.12.92 Regolamento di attuazione.

Le aree interessate da tracciati viari di progetto mantengono la capacità edificatoria della zona territoriale omogenea adiacente. La cubatura o la superficie coperta risultante può essere pertanto trasferita nell'area adiacente, previo apposito convenzionamento, che preveda la contestuale cessione della superficie di pertinenza.
Nelle fasce di rispetto, appositamente definite, è ammesso l'ampliamento e la rettifica delle sedi stradali. Valgono le norme dell'art. 27 della Legge Regionale n. 61/85 e del Codice della Strada. In particolare è ammessa la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili, piantumazioni e sistemazioni a verde, oltre alla conservazione dello stato di natura.
Nelle fasce di rispetto delle autostrade, delle strade extraurbane e primarie (esterne al centro abitato), è ammessa la costruzione, a titolo precario di distributori di carburante. In allegato alla relazione sono suggeriti altresì alcune ipotesi risolutive dei principali nodi urbani. Gli interventi di trasformazione dovranno adeguarsi a tali indicazioni, ovvero suggerire motivate proposte alternative, che potranno essere valutate, fatto salvo il rispetto degli indirizzi e delle direttive contenute nel presente articolo.
Non è consentita la realizzazione di accessi di insediamenti residenziali, industriali e commerciali alle strade di scorrimento primario se non in presenza di opportune canalizzazioni o di altre opere che consentano l'accesso in condizioni di sicurezza.
L'elaborato afferente il Piano della circolazione definisce altresì la gerarchia del sistema dei parcheggi, ed orienta le scelte del Piano del Traffico in ordine alla individuazione dei punti di scambio intermodale, e delle zone da destinare alla mobilità debole, in coerenza con gli obiettivi strutturali del presente P.R.G.

Articolo 40 - Pertinenze stradali

Direttive ed indirizzi

I criteri, i requisiti e le caratteristiche aree sulle quali possono essere installati gli impianti di distribuzione di carburanti devono rispettare le direttive, le prescrizioni e i vincoli contenuti nel presente articolo e nelle apposite norme attuative dell'art. 2, comma 1 D.lgs. 11 febbraio 1998, n. 32, e che saranno oggetto di specifico regolamento comunale.
Il territorio comunale, in rapporto ai tipi di impianti stradali di distribuzione di carburanti da autorizzare, viene suddiviso nelle seguenti quattro zone:

zona 1: comprendente la zona territoriale omogenea A, F ed E4 del P.R.G.. All'interno di detta area non possono essere installati nuovi impianti stradali di distribuzione di carburanti;

zona 2: comprendente le zone territoriali omogenee B - C1 - C2 del P.R.G.. All'interno di detta area possono essere installati impianti stradali di distribuzione di carburanti tipo chioschi, stazioni di rifornimento e di servizio con prevalente dotazione di servizi ai veicoli (deposito olio lubrificante, gommista, grassaggio elettrauto e officina e simili);

zona 3: comprendente le zone territoriali omogenee D del P.R.G.. All'interno di detta zona possono essere installati impianti stradali di distribuzione di carburanti tipo chioschi, stazioni di rifornimento e di servizio con annessi centri commerciali per prodotti rivolti prevalentemente al mezzo o di centri commerciali integrati rivolti al veicolo ed alla persona (deposito olio lubrificante, lavaggio, grassaggio, gommista, officina, elettrauto ed officina con possibilità di apertura di negozi, bar, edicole e simili);

zona 4: comprendente la zona territoriale omogenea E del P.R.G.. All'interno di detta zona possono essere installati impianti stradali di distribuzione di carburanti di tipo chioschi, stazioni di rifornimento e di servizio con la prevalenza di servizi alla persona (negozi, edicole, bar, ristoranti e simili), oltre ai servizi per l'automezzo ammessi nella zona 2.

Gli impianti stradali di distribuzione di carburanti, comprese le relative aree di sosta degli automezzi, non devono impegnare in ogni caso la carreggiata stradale (Art. 22 Nuovo C.d.S. ed art. 61, comma 3 Regolamento).
La localizzazione dei nuovi impianti stradali di distribuzione di carburanti deve essere tale da non impedire la visuale anche parziale dei beni di interesse storico, artistico, architettonico, e contesti di valore ambientale e gli stessi non devono costituire elemento di sovrapposizione e/o di interferenza con particolari aggregati urbani di pregio ambientale.
L'installazione di nuovi impianti stradali di distribuzione di carburanti non è consentita in corrispondenza di tratti stradali caratterizzati da situazioni di intreccio di flussi di traffico o in zone di incanalamento di manovre veicolari.
Non si possono installare impianti stradali di distribuzione di carburanti nel seguenti casi:

- nelle aree di pertinenza o limitrofe a edifici tutelati ai sensi della legge 1089/39;

- nei coni visuali o in particolari siti di pregio paesaggistico indicati cartograficamente dal P.R.G. e comunque tali da impedire la visuale anche parziale di beni di interesse storico-artistico-architettonico e/o di interferenza con particolari aggregati urbani aggregati urbani di pregio ambientale.

Nelle aree di tutela paesaggistica e ambientale (parchi tematici) e nelle aree di interesse paesaggistico ai sensi della legge 1497/39 sono consentiti solo impianti stradali di distribuzione di carburanti tipo "chiosco" opportunamente realizzati con idonee opere di mascheramento atte a mitigare l'impatto visivo.

Prescrizioni e vincoli

La superficie minima di insediamento degli impianti stradali di distribuzione di carburanti è quella fissata dall'art. 7 del Piano regionale carburanti approvato con deliberazione del Consiglio Regionale 18 febbraio 1998, n. 3.
La superficie da destinare alle attività complementari dell'impianto, ad esclusione delle aree occupate dalle pensiline, non può superare il 10% della superficie complessiva dell'area dell'impianto stesso, esclusa l'area occupata dalle corsie di accelerazione e decelerazione.
La superficie minima di cui al I comma degli impianti stradali di distribuzione di carburante che hanno al proprio interno attività commerciali (negozi, bar, edicole, ristoranti e simili) deve essere aumentata del 250% della superficie commerciale (di cui 180% destinata a parcheggio), con un minimo di 300 MQ di cui 200 a parcheggio.
Le dimensioni delle strutture dell'impianto stradale di distribuzione di carburanti, ad eccezione della pensilina in quanto volume tecnico, non devono superare i 5 metri di altezza, nonché, per singola tipologia di impianto, i seguenti parametri:

a) Chiosco: trattasi di locali per ricovero addetti, dotato di servizi igienici e pertanto la struttura non può superare una volumetria superiore a 30 MC;

b) Stazione di rifornimento: tali strutture non devono superare gli indici di edificabilità stabiliti per le zone all'interno delle quali ricadono; pertanto non devono essere superati gli indici previsti per le zone B, CI, C2, D e comunque devono avere un rapporto di copertura non superiore al 10% dell'area di pertinenza. Per la zona E la struttura non può superare i 300 MC con un rapporto di copertura non superiore al 10% e può essere posizionata anche fuori dalla fascia di rispetto stradale a condizione che venga demolita una volta smantellato l'impianto stradale di distribuzione di carburanti;

c) Stazione di servizio: tali strutture non devono superare gli indici di edificabilità stabiliti per le zone all'interno delle quali ricadono; pertanto non devono essere superati gli indici previsti per le zone B, CI, C2, D e comunque devono avere un rapporto di copertura non superiore al 10% dell'area di pertinenza. Per la zona E la struttura non può superare i 600 MC con un rapporto di copertura non superiore al 10% e può essere posizionata anche fuori dalla fascia di rispetto stradale a condizione che venga demolita una volta smantellato l'impianto stradale di distribuzione di carburanti